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Chiederselo, al giorno d'oggi è
davvero la domanda più facile e difficile del mondo.
Pensare all'Arte, significa guardare ai grandi capolavori artistici
del passato e chiedersi: ma cosa sta girando ora?.....Paccottiglia?.........
Invece no!
Alla parola Arte si da un valore specifico nel momento in cui
ci viene chiesto di giudicare un prodotto artistico, ma l'arte
non riguarda solo la sfera culturale, ma essa vive nel nostro
quotidiano, l'arte è uguale a "comunicazione".
Chi sa comunicare con le parole, chi con i gesti del suo corpo,
chi con suoni, chi con un'invenzione grafica e chi con la tecnologia
di cui oggi siamo tutti consapevoli e dalla quale attingiamo
molto del nostro vivere fantastico, chiunque può creare
un prodotto artistico, perché l'arte è dentro di
noi.
Le opere d'arte, sia quelle riconosciute oggettivamente da pubblico
e critica, oppure no, o che sarannori conosciute nel tempo, sono
tutte classificabili sotto una sola parola: Arte, perché
essa ha un importante compito, quello di fissare attraverso le
diverse tecniche dei valori transitori, ciò che potrebbe
diventare eterno.
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Il creativo, colui che attraverso un pennello,
una matita o altro mezzo di espressione, inventa dal nulla grazie
solo alla sua sensibilità e fantasia un'opera che dettata
dal suo ingegno è detta inevitabilmente opera "artistica".
L'arte dell'uomo è la sua evoluzione culturale, espressione
del suo sociale, un processo dinamico che sposa un pensiero che
sfugge ad ogni legge conosciuta, ed è in continuo divenire.
Da sempre l'arte ha avuto un solo scopo, quello di comunicare,
il momento, la sensibilità dell'uomo, l'evento
Oggi,
in un'era prettamente tecnologica, dove l'arte è tutto
e il contrario di tutto, dove il profano sposa il sacro in una
visone che risente di una strana influenza "barocca",
ciò che muove l'atto: la parola, il tratto o il pennello
di un singolo artista è solo ed esclusivamente il desiderio,
non di immortalità, ma di parlare un linguaggio comune
a tutti e che scaturisce dal fantastico che è connaturato
in ognuno di noi, ma con voce "diversa" |

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